PersonaggiPrimo Piano

Paul Raci, in “Sound of Metal” non c’è solo finzione: il parallelismo con la sua storia personale

L'attore candidato agli Oscar 2021 è cresciuto con due genitori non udenti

Gli Oscar, edizione 2021, si stanno avvicinando velocemente. Mancano in effetti solo 9 giorni alla cerimonia di premiazione più importante dell’anno per quanto riguarda il mondo del cinema. Questa si svolgerà infatti il prossimo 25 aprile, nella notte italiana, al Dolby Theatre di Los Angeles. Non sappiamo se in questi giorni state tentando di visionare quante più pellicole candidate possibili come noi, ma nel dubbio vogliamo raccontarvi una curiosità rispetto ad uno dei candidati alla statuetta di miglior attore non protagonista. Parliamo di Paul Raci, artista statunitense classe 1948 ed in lizza per ricevere il suddetto premio grazie alla sua interpretazione in “Sound of Metal“.

La pellicola racconta la storia di Ruben, batterista di un duo metal (i Blackgammon) fondato assieme alla sua compagna Lou. Nel mezzo di un tour americano, il protagonista palesa evidenti problemi di udito, essendo costretto non solo ad abbandonare il suo lavoro, ma a tornare in qualche maniera un bambino innocente. Nonostante l’aspetto maturo infatti, Ruben si vedrà costretto ad imparare la lingua dei segni grazie all’aiuto di Joe, interpretato appunto da Paul Raci.

Un’interpretazione sentita

Al di là di ciò che potremmo dire del film in sé, è proprio la storia personale di Paul Raci ad aver catturato la nostra attenzione. L’attore infatti è cresciuto con due genitori non udenti, ed è dunque molto esperto della lingua dei segni. Ciò lo ha reso perfetto per il ruolo di Joe in “Sound of Metal”, ovvero quello di maestro, motivatore ed in qualche maniera psicologo del protagonista, Ruben.

E non finisce qui: Paul Raci da qualche anno ha unito la sua passione per la musica con quella per la restituzione di dignità a chi è non udente. Ha infatti fondato gli Hands of Doom ASL Rockuna cover band unica nel suo genere. Durante le esibizioni infatti, Paul Raci “traduce” ciò che canta nella lingua dei segni, rendendo il concerto fruibile anche dalla comunità dei non udenti. Rispetto a ciò ha dichiarato a Kerrang: “È la band perfetta per un pubblico di non udenti perché ha un suono martellante. Facciamo un set di un’ora e mezzo con pezzi dai primi otto album dei Black Sabbath, e io con il linguaggio dei segni racconto tutto quello che canta Ozzy”. Insomma, magari non vincerà un Oscar, ma Paul Raci è entrato assolutamente nei nostri cuori dopo la scoperta di questa sua spiccatissima sensibilità.

 

LEGGI ANCHE: Audrey Hepburn raccontata in una serie: tra gli autori anche suo figlio

Back to top button
Privacy